Grande Cucina premia tre giovani talenti

Il Grande Cucina Talent Prize ha premiato 4 vincitori.

Si tratta del riconoscimento ufficiale istituito nel nuovo corso dello storico magazine B2B Grande Cucina.

Una giuria d’eccellenza, oltre 400 candidature da Nord a Sud Italia, 12 finalisti, 4 vincitori in rappresentanza delle future promesse nazionali della cucina, della pasticceria da ristorazione, della mixology e dei responsabili di sala. È questo il bilancio finale dei Grande Cucina Talent Prize, del Magazine B2B Grande Cucina, avviato con il neo direttore Federico Lorefice.

Ecco chi sono i vincitori, come specificato nel nostro racconto sulla giornata di premiazione:

  1. Stefano Zanini
  2. Federico Ferrari
  3. Denis Iaccarini

1- Stefano Zanini

Classe 1996, Stefano Zanini è attualmente Chef e proprietario del Ristorante MoSa Desenzano del Garda, aperto nel maggio 2021 insieme all’amico Mattia Moro, che lo affianca in sala in qualità di Restaurant Manager e Sommelier.

Originario di Peschiera del Garda, Stefano ha maturato importanti esperienze in ristoranti stellati situati in tutta Europa, tra i quali il Palace a Helsinki, il tristellato St. Hubertus a SanCassiano (BZ), il celeberrimo Le Meurice a Parigi e il nostrano Signum a Salina, sotto la guida esperta di Martina Caruso, la più giovane chef stellata d’Italia.

Ma è nella sua terra d’origine che sceglie di aprire la sua creatura, un luogo dove la cucina dilago si interseca con i sapori e i profumi dei territori circostanti, fino ad estendersi alle colline bergamasche.
Per Stefano ciò che conta è la dimensione del gusto, la ricerca dell’ingrediente, il rispetto della materia prima: ama sperimentare con le cotture e giocare con la complementarietà degli ingredienti, unendo fonti proteiche diverse, ma sempre nel rispetto della materia e dall’uso sapiente della tecnica.

2- Federico Ferrari

Classe 1989, genovese, Federico si appassiona al mondo della cucina fin da bambino tra i profumi e i sapori dell’osteria della nonna.
Il diploma all’Istituto Alberghiero Nino Bergese di Sestri Ponente nel 2008 e le prime esperienze in Versilia, nel Grand Hotel Excelsior di Viareggio, in Liguria, al Sail Inn di Alassio e all’estero tra il “Lago di Garda” di Ribe in Danimarca e il “Pescatori” Restaurant di Londra, lo portano ad avvicinarsi sempre di più al mondo del fine dining.
Di fondamentale importanza l’esperienza nella Scuola di Cucina per Giovani Cuochi, curata dallo chef Cesare Giaccone nella Villa Contessa Rosa, in cui tra il 2008 e il 2009 impara ad unire tradizione e semplicità oltre a comprendere la ricchezza dei fornitori locali e la necessità di instaurare un rapporto con loro.
In seguito gli stage formativi con Enrico Crippa a Piazza Duomo” di Alba, con Riccardo Aiachini al “La Fermata” di Alessandria e l’esperienza meneghina nel “Contraste” di Martias Perdomo definiscono sempre di più la filosofia della sua cucina.
Un percorso che lo porta nel 2017 ad aprire il suo Mirepuà Food Lab. Qui ridefinisce la tradizione piemontese, dando nuova linfa vitale a ricette classiche del territorio di cui vuole essere ambasciatore.
Crea un circuito a km zero in cui le verdure autoprodotte e le forniture locali vanno a comporre le note dei suoi menu in grado di innovare la tradizione locale attraverso il sapiente uso dell’ingrediente più importante: la creatività.

3- Denis Iaccarini

Classe 1986, nato a Ivrea (TO), Denis Iaccarini è oggi alla guida, in qualità di Head Chef, del ristorante Cantine Morbelli, inaugurato nell’agosto 2021 nell’omonima località del torinese insieme a Giulia Lotto e Lorenzo Bizzini.
Appassionato di alta cucina fin da giovane, dopo gli studi presso la Scuola Alberghiera di Ivrea e la specializzazione in Pasticceria, ha intrapreso il suo percorso professionale nell’ambito dell aristorazione svolgendo diverse esperienze che lo hanno portato ad esplorare non solo le nuove tecniche culinarie ma anche quelle legate alla pasticceria, conseguendo svariate certificazioni efrequentando workshop tematici sia in Italia che all’estero.
Spinto da una grande curiosità e dinamicità, ha lavorato in rinomate realtà piemontesi, a partire dal canavese, suo territorio d’origine, fino all’Australia, al Canada e alla Corea, dove ha potuto arricchire il suo bagaglio diconoscenze internazionali.
Attenzione ai dettagli, metodo e dedizione sono gli elementi fondamentali dei suoi piatti, caratterizzati da una grande attenzione alla qualità delle materie prime e da uno stretto legame con il territorio: la tradizione piemontese si fonde con la contaminazione, rielaborando gli ingredienti in chiave contemporanea, per una cucina libera, creativa ed eclettica che diverte e stupisce.